Podio di Can Am Maverick con i cugini mantovani primi in gran spolvero davanti a Castagnera-Marcon e Cisella-Mingozzi. Corsa dura e selettiva che ha dato filo da torcere alla carovana del Campionato Italiano Cross Country
Oggi si completa il “test race” auto e moto per la candidatura al mondiale

 

17 maggio 2026_ Due giorni di gara tostissima e incertissima” nelle parole dei suoi protagonisti, e il Sardegna Rally Raid 2026 ha assegnato la vittoria tricolore ad Alessandro e Marco Trivini Bellini su Can Am Maverick T4 con il tempo totale di 7:11’25’’, i più ispirati a interpretare un percorso difficile e complicato, disegnato dalla penna di Tiziano Siviero come una miniatura delle “sue” Dakar, concentrata in due giorni più uno. Infatti oggi si corre ancora un terzo settore selettivo per completare il “test race” in ottica di candidatura al mondiale FIA (auto) e FIM (moto) 2027. Ma essendo un’opzione di libera scelta per i protagonisti del Campionato Italiano Cross Country, decidere se sottoporre ancora a tortura i mezzi logorati dall’andirivieni su foreste e pietraie, e scovare residue energie nel loro apparato muscolare che domani dovrà tornare alla routine lavorativa, in tanti hanno alzato bandiera bianca. Più che giustificati gli uni e gli altri, quelli che oggi si sono rimessi in gioco per “onore di bandiera”, accettando la sfida globale da 500 km cronometrati dell’Automobile Club Sassari e Motoclub Insolita Sardegna. Nondimeno limpido e degno il successo dei cugini mantovani: primi venerdì al termine della prima tappa davanti ad Andrea Castagnera – Alberto Marcon su Can Am T3 staccati di 2’41’’, e Kevin Manocchi – Gianluca Sbaraglia su Yamaha Yxz a 14’39’’; primi anche ieri, ignorando i problemi ai freni estremamente sollecitati, con Castagnera – Marcon che hanno chiuso limando a 2’39’’ il distacco totale, mentre sul terzo gradino del podio sono saliti Alejandro Martin Cisella – Erika Mingozzi pure su Can Am T4, però distanti 17’34’’ sommando 10’ di penalità. A parte i primi due equipaggi arrivati, da Cisella in giù tutti hanno patito penalità più o meno corpose, sia per il mancato passaggio ad alcuni dei “way point” disseminati sul percorso, sia per uscite di strada (nessun incidente di rilievo) con recuperi ostici e soste prolungate all’assistenza. Quarto posto per lo junior Manocchi a 41’06’’, il motore turbo in sostituzione dell’aspirato non ha sortito l’effetto sperato, “ma venire in Sardegna è già stato un regalo di un anonimo benefattore e per l’Italian Baja di giugno ci saranno ulteriori novità”, parole di papà Michele, sesto al traguardo. Nel mezzo del “panino Manocchi”, la coppia siculo-friulana composta da Alfio Bordonaro – Stefano Lovisa su Suzuki Grand Vitara, primi del T1 (prototipi) con orgoglio e determinazione. Persi per strada i rivali Lorenzo Codecà – Gilberto Minetti per problemi di navigazione e di meccanica, Stefano Sabellico – Andrea Taloni per lo scontro contro una pianta (entrambi su Vitara), i superstiti di categoria hanno arrancato nelle retrovie, ciascuno con il proprio mezzo squassato, Andrea Schiumarini – Daniele Fontana Sacchetti (Mitsubishi L200) oltre le 5 ore, Alessandro Uliana – Alessandro Santuz (Isuzu Trooper) oltre le 6 ore. Settimo posto nella top ten che invece ha chiaramente soddisfatto Alberto Gazzetta – Andrea Pizzato, primi del Gruppo TH (scadute omologazioni) con un Suzuki Jimny più pimpante che mai, abili a sfruttarne le dimensioni contenute e la facilità di guida nel dedalo di piste nella foresta. I vincitori dell’Artugna Race, Andrea Tomasini – Angelo Mirolo su Polaris Razor T4, stavolta hanno dovuto accontentarsi dell’ottava piazza, ma è stato già una specie di miracolo ripresentarsi al via ieri dopo una ruota divelta venerdì e il ritardo accumulato. Niente male il nono posto di Stefano Rossi – Erica Bombardini su Mitsubishi Pajero, anche per loro uno stillicidio di problemini però sublimati al meglio dal secondo posto di TH. L’odissea di Gianluca Morra – Stefano Tironi, che venerdì avevano viaggiato con un semiasse rotto, si è conclusa riportando al Molo Brin di Olbia il loro Suzuki Grand Vitara decimo assoluto a primo di Gruppo T2.

 

Ufficio stampa Italian Baja