Torna in Veneto a distanza di diversi anni il Trofeo delle Province e lo fa con una formula rinnovata e
intrigante. Dopo le esperienze a Rovereto ospiti degli amici del Trentino, l’evento che mette in campo
i migliori talenti maschili e femminili delle due regioni tornerà dunque in Veneto e in modo
particolare a Caorle grazie alla collaborazione del Comune di Caorle e della società BVO.
Dal 16 al 18 febbraio andranno in scena tante gare con la principale novità di questa stagione: non ci
saranno più le selezioni provinciali, bensì 12 squadre (6 maschili e 6 femminili) suddivise in due gironi
all’italiana. Ogni roster avrà una rappresentanza di atleti delle varie province. Inoltre le singole
squadre porteranno il nome di un personaggio della nostra regione che in modo particolare ha
lasciato un segno nella storia: Marco Polo, Antonio Vivaldi, Eleonora Duse, Giulietta Capuleti, Andrea
Palladio, Francesco Petrarca, Veronica Franco, Peggy Guggenheim, Tito Livio, Carlo Goldoni,
Elisabetta Caminer Turra e Caterina Cornaro.
“Per prima cosa lasciatemi fare un ringraziamento comunque agli amici del Comitato Regionale
Trentino e in particolare al Presidente Pederzolli che in tutti questi anni ci hanno ospitato – dice il
presidente di Fip Veneto, Fabio Crivellaro – abbiamo trovato la cornice secondo il nostro punto di
vista ideale per poter organizzare al meglio il nostro evento, che sarà Caorle: ringraziamo il Comune
per l'appoggio e il supporto per l'organizzazione del torneo assieme alla società BVO. Siamo contenti
di partire di riportare a casa questo torneo con un nuovo format sicuramente innovativo e più
funzionale a quello che sono gli aspetti degli ultimi anni”.
Le gare si svolgeranno dal pomeriggio del 16 febbraio al pranzo del 18 febbraio, con premiazione
generale prevista per le ore 13 al termine della finale.
E proprio per seguire lo spirito dell’evento, che non vuole puntare sull’agonismo e sulla ricerca del
risultato, ma sulla qualità della prestazione e sulla crescita di ogni atleta, le premiazioni non
seguiranno una classifica, ma avranno un premio uguale per tutti i partecipanti

“Abbiamo voluto rinnovare un po' quella che era la formula che negli anni abbiamo sempre portato
avanti – dice Valerio Salvato RTT Maschile – L'idea era quella di abbassare un pochino la quantità di
agonismo, non intesa come momento partita, ma come quantità di gioco, per incrementarla invece
con dei momenti di formazione e di attività di crescita dei ragazzi.
Per far questo avevamo bisogno anche di ridurre le differenze che ci sono inevitabili tra i territori. La
nuova modalità ci permette di avere sicuramente più equilibrio nelle gare, ma ancora di più di avere
ambienti molto più allenabili per ragazzi e ragazze che durante la gara e durante l'allenamento
avranno la possibilità di confrontarsi con ragazzi e ragazze che ancora non conoscono. Diciamo che
oltre al lato sportivo ci abbiamo messo dentro tanto di relazionale, tanto di emozione che possiamo
portare a casa”.
“L'obiettivo è quello di alzare la qualità del gioco – conferma Giulia Pegoraro RTT femminile – perché
sicuramente sia a livello maschile e molto forse di più a livello femminile negli ultimi anni si erano
create delle forbici molto ampie tra varie province. Chiaramente questo non permetteva di avere
delle situazioni sempre competitive nelle varie partite. Quindi siccome l'obiettivo principale di
questa manifestazione non è il risultato di per sé della singola partita ma è la crescita sul piano
tecnico, sul piano personale, sul piano emotivo e fisico dei ragazzi e delle ragazze, si è scelto di
accettare questa formula che poi è la formula che stiamo già usando col settore squadre nazionali
da un paio d'anni con gli Academy Games che sono fatti sia nel settore maschile che nel settore
femminile”.

Ufficio Stampa FIP Veneto